Cinema Cristallo

 

 

Il Cinema Cristallo di Reggio Emilia, costruito dai Frati Minori Cappuccini nel 1964, in tempi recenti è stato sottoposto a un importante restyling e ha riaperto i battenti nel dicembre 2010 completamente rinnovato. La struttura, adeguata alle norme di sicurezza e alle moderne tecniche di proiezione, ha completato il polo culturale reggiano dei Beni Culturali Cappuccini dell'Emilia Romagna, che comprende anche il Museo e la Biblioteca, e si propone come una delle migliori sale monoschermo della regione, in grado di ospitare anche altre eventi, come conferenze e convegni, grazie ad un ampio palcoscenico e agli impianti di cui è stata dotata. Il restyling ha riguardato anche l'atrio d'ingresso, concepito come luogo di incontro in occasione di conferenze e spazio per piccole mostre collegate ad eventi particolari. Il Cinema Cristallo - luogo della memoria, dove generazioni di reggiani si sono avvicinati per la prima volta al cinema e hanno vissuto emozioni indimenticabili - è stato così messo nuovamente al servizio dei cittadini, proseguendo la grande tradizione del mondo cattolico nella cinematografia.

La programmazione cinematografica e le attività della sala sono gestite da ACEC Emilia-Romagna, presieduta da Luigi Lagrasta, con l'obiettivo di garantire al pubblico il buon cinema, film di prima visione e rassegne di vario tipo, legate anche a progetti culturali.

L'ACEC (Associazione Cattolica Esercenti Cinema) ha origine nell'immediato dopoguerra. Nel 1947 l'Ente dello Spettacolo si fece promotore, attraverso il Centro Cattolico Cinematografico, della costituzione dell'Associazione Cattolica Esercenti Cinema, definita, nel suo primo Statuto del 1949, come "una istituzione cattolica aderente all'A.C.I.". Oggi l'Associazione non si limita a rappresentare gli interessi morali e materiali degli esercenti delle sale associate nei confronti delle Amministrazioni dello Stato, di Enti pubblici e privati e degli organismi sindacali, e ad assicurare ai soci servizi di consulenza ed assistenza legale, amministrativa e fiscale. La visione unitaria degli strumenti di comunicazione sociale, suggerita dal Concilio Vaticani II e dalle riflessioni culturali e pastorali successive, ha indotto l'ACEC ad allargare la sua area di interesse al di là del cinema, a introdurre il concetto di "sala della comunità" come luogo e spazio di incontro, di testimonianza, di dialogo, di confronto.